Chi sono

Internet? Ha dato diritto di parola a una manica di imbecilli.

Umberto Eco

Così l’intellettuale ha definito un alto numero di internauti, che hanno applaudito le sue parole convinti che parlasse di tutti, eccetto loro. E io ho naturalmente applaudito le sue parole, perché in realtà lui si riferiva a tutti, eccetto me.

Per questa ragione ho aperto questo blog: perché ho capito che le mie illuminatissime opinioni vi potrebbero cambiare le giornate, perché so che non vedete l’ora di sapere cosa ho mangiato a pranzo o cosa ho indossato prima di uscire di casa.

Inoltre a me serviva un posto in cui sfogare tutto il mio sarcasmo, perché sono giunto a un punto in cui quando parlo non capisco più nemmeno io se sono sarcastico o meno, e quindi è nato questo blog. E questo è bene che lo sappiate, perché ogni volta che fraintenderete il tono di un articolo, starete in realtà riducendo a brandelli quel po’ di fiducia che ancora ho nell’umanità.

Nato a San Marco in Lamis (un paese sul Gargano che sicuramente tutti conoscerete per aver dato i natali al sottoscritto), vivo ormai da qualche anno nella ridente cittadina di Roma, piuttosto nota per alcune belle fontane del centro, oltre qualche monumento sparso qua e là.

Quando non possiamo sfogare in pubblico l’antipatia, nascondersi dietro il sarcasmo è sempre la scelta migliore.

Questo lo slogan di Antipatia gratuita scritto quando ho creato la pagina, e non credo sia necessario giustificare quindi l’utilizzo de l’Antipatico come titolo del blog. Un’altra passione che mi rende unico, perché sono senza dubbio il solo ad averla, è quella della scrittura (mi occupo anche di Roba da Scrittori). Poi ci sarebbe anche quella per la lettura, ma dato che leggono tutti, non c’è bisogno di sottolinearla.

Ho pubblicato i romanzi Un gioco da ragazzi e Il mondo perfetto di Mr. Owen e, se non li avete letti, siete delle brutte persone.

Credo di aver finito.
Ah, sono nato il 31 dicembre. Segnatelo sul calendario e chiedetemi in privato l’indirizzo per spedirmi i regali.
Bene, ora ho davvero finito.

Per ora.

Antonio Schiena