Domande da NON fare a uno scrittore emergente

Lo scrittore emergente è una strana creatura molto diffusa sul territorio italiano. Ci si avvicina a lui talvolta con tenerezza, talvolta con compassione, quasi sempre con curiosità.

Curiosità che porta a fare sempre le stesse domande: quelle sbagliate!

Per cui, per evitare di incorrere in questi problemi, ecco quali sono le domande da evitare a tutti i costi, sempre che non vogliate comparire in uno dei romanzi che l’autore sta scrivendo e essere uccisi in maniera atroce.

.1.

Hai scritto un libro? Che bello, me lo regali?

No, certo che non te lo regalo. Ma non perché mi stai antipatico (o comunque non solo), ma perché non si fa. Non comprarlo se non lo vuoi, ma non puoi chiederlo in regalo. Dietro c’è un lavoro che va rispettato. Quando trovi uno che ti dice di fare il gioielliere gli chiedi se ti regala un anello? E se incontri un pizzaiolo gli chiedi se ti porta a casa una Margherita e prosciutto?

.2.

Quindi sei uno scrittore? Mi dai una mano con il biglietto di auguri del compleanno della figlia della cognata della bis prozia della nipote della moglie del fratello del cugino acquisito? Da parte di mamma.

NO.

.3.

Di cosa parla il prossimo libro?

Il prossimo libro ancora non esiste. E non esiste nemmeno se sto pensando di scriverlo. Tempo al tempo. Quando incontri un amico che si è appena sposato sarebbe scortese domandargli “A quando il prossimo matrimonio?”.

.4.

Come mai non trovo il tuo romanzo in ogni libreria?

Perché purtroppo la distribuzione dei piccoli editori è un po’ un problema, ma è un argomento che va approfondito, quindi se non ti interessa discernere del mondo editoriale, delle difficoltà della piccola editoria e così via, meglio non toccare proprio l’argomento.

.5.

Quindi ora guadagni tanto? Quanto?

A parte che già di per sé è sempre brutto parlare di soldi. Figuriamoci quando i soldi sono pochi.

.6.

E quando hai speso per pubblicarlo?

Se mi hai preso davvero per uno che spende per pubblicare, non dovresti mai più parlarmi in vita tua. E lo dico per il tuo bene.

.7.

Anche io sto scrivendo un libro! Poi, se te lo do, me lo correggi e mi fai pubblicare dalla tua casa editrice?

Certo. E il fatto che tu non abbia letto niente di mio (e non hai nemmeno preso in considerazione l’idea di farlo) ti ha reso particolarmente simpatico ai miei occhi. Aiutarti sarà il principale scopo della mia vita d’ora in poi.

.8.

Mi puoi passare il PDF?

Sì. Lo metto sulla penna USB che porterò al tuo funerale.

Ne manca qualcuna? Si accettano suggerimenti.

Antonio Schiena

Scopri “E liberami dalla gente. Amen.”


 

  • Tom

    Chi ha deciso che parlare di soldi debba essere brutto? I soldi non sono mica merda, viviamo grazie a quelli.